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Gokiburiman in Terminator Salvation
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Transformers - La vendetta del caduto è un film di fantascienza, basato sui giocattoli omonimi della società Hasbro.
Esso è il secondo adattamento cinematografico di una programmata ennalogia, come il capitolo precedente è diretto da Michael Bay e con Steven Spielberg come produttore esecutivo.
Il film è uscito nelle sale degli Stati Uniti d'America il 24 giugno 2009 e nelle sale italiane il 26 giugno 2009.
La Paramount Pictures ha dichiarato in settembre 2007 di rilasciare la pellicola il 26 giugno 2009. Shia LaBeouf, Megan Fox e Peter Cullen hanno confermato la loro presenza. Il produttore Tom DeSanto ha richiesto nella sceneggiatura la presenza dei Dinobots, Constructicons e Soundwave, mentre il regista Michael Bay vorrebbe utilizzare una portaerei come nuovo tipo di Transformers.
È stato assunto lo sceneggiatore Ehren Kruger per adattare il film e sono stati riconfermati i precedenti aiuto-sceneggiatori Roberto Orci e Alex Kurtzman. La sceneggiatura è stata soggetta a ritardi di completamento per via dello sciopero degli sceneggiatori di Hollywood iniziato il 5 novembre 2007 a cui hanno aderito anche Kruger, Orci e Kurtzman; ciò ha implicato l'utilizzo delle bozze sviluppate per non tardare ulteriormente la lavorazione.
Le riprese sono cominciate il 29 maggio 2008 a Los Angeles, California (USA); dal 2 giugno si stanno filmando alcune ambientazioni nell'acciaieria della Pennsylvania Bethlehem Steel, dove continueranno sino al 5 giugno. Il 12 giugno 2008 una seconda unità di riprese si occuperà di riprendere alcune scene nell'università della Pennsylvania in Philadelphia (USA). Il budget del film è stato di 200.000.000 $.
Curiosità
Confronti delle trasformazioni con la serie a cartoni animati.
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Nome nel film |
Veicolo nel film |
Veicolo nel cartone animato |
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Peterbilt Truck |
Freightliner COE Doppio asse |
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Ratchet |
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Jetfire |
VF-1 Valkyrie |
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Arcee |
Ducati Superbike, Suzuki B-King 2008, MV Agusta F4 |
Automobile aliena |
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Mudflap |
Chevrolet Trax |
Gru |
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Skid |
Chevrolet Beat |
Honda City Turbo |
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Sideswipe |
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Jolt |
Hotrod |
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Wheelie |
Automobile Aliena |
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Nome nel film |
Veicolo nel film |
Veicolo nel cartone animato |
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Carrarmato Volante Alieno |
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Satellite Alieno |
Stereo a cassette |
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Ravage |
Puma Meccanico |
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Scalpel |
Microscopio |
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Sideways |
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Grindor |
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Demolishor |
Terex O&K RH400 |
Carrarmato Alieno |
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Devastator |
Tutti i Constructicons |
Tutti i Constructicons |
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Rampage |
Tigre Meccanica |
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Scrapper |
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Scorponok |
Scorpione Meccanico |
Scorpione Meccanico |
Trama
Nel
Dopo due anni passati dagli eventi del primo film, Optimus Prime comanda insieme al Cap. Lennox la NEST, una squadra comprendente gli Autobot e le truppe militari americane, che collaborano insieme per sconfiggere gli ultimi Decepticon nascosti sulla terra. Oltre agli Autobots presenti nel primo capitolo della saga, vi sono Arcee, Sideswipe, Jolt e i Gemelli Skid e Mudflap, chiamati appunto da Optimus Prime alla fine del primo capitolo. Mentre un gruppo distrugge il decepticon Sideways, Optimus riesce a sconfiggere Demolishor nel bel mezzo di Shangai, in Cina; quest'ultimo gli riferisce un ultimo messaggio, ovvero che The Fallen presto risorgerà di nuovo.
Sam Witwicky invece continua la sua vita insieme a Mikaela e al suo amico Bumblebee. Sam, in procinto di partire per il college, trova un pezzo di AllSpark in camera sua, uno degli ultimi rimasti, che trasforma alcuni elettrodomestici della casa in piccoli Transformers. Bumblebee, chiamato da Sam, corre subito in suo aiuto riuscendo a distruggerli, ma uno di essi a forma di auto radiocomandata, Wheelie, si salva. Sam deve ora partire per il collegge, così lascia il frammento nelle mani della sua amata. Wheeli cercherà di rubarlo da Mikaela ma la ragazza lo catturerà con facilità. Arrivato al college Sam conosce Leo Spitz, compagno di stanza che gestisce un sito web proprio sugli avvisatemtni dei fantomatici "alieni", e Alice, una ragazza bellissima che cerca fin da subito di sedurlo in modo aggressivo.
Nel frattempo, Soundwave, membro dei Decepticon in orbita attorno alla Terra, si colloca su un satellite, intercettando una conversazione tra Optimus Prime e il ministro della sicurezza nazionale Galloway; scopre cosí che vi è un altro pezzo di AllSpark (quello del primo film) protetto dalle forze militari, e il posto in cui è stato gettato Megatron. Invia allora sulla Terra Ravage, che ruba il frammento di AllSpark. Insieme agli Constructicons e un piccolo robot chiamato Scalpel, trovano Megatron. Scalpel grazie al frammento e ai resti dei Decepticons morti, comprese le parti del corpo di Scrapper che vengono strappate brutalmente dai suoi compagni, riporta in vita Megatron. Questi vola nello spazio in una base Decepticon, dove si ricongiunge con il suo braccio destro Starscream e il suo maestro, The Fallen, che gli spiega che deve catturare Sam vivo, essendo venuto a conoscenza della lingua cybertroniana e della locazione della macchina succhia-energia grazie al frammento di AllSpark ritrovato precedentemente nella sua felpa. Sam intanto ha strane visioni, e inizia a scrivere in cybertroniano dappertutto, così chiama Mikaela che preoccupata parte e lo raggiunge al college, dove lo scopre insieme ad Alice mentre si baciano, ma ben presto la ragazza si rivela essere un Pretender, un Transformers nemico con sembianze umane. Sam, Mikaela e Leo scappano a bordo di una macchina, distruggono Alice, ma vengono catturati da Grindor che li conduce da Megatron. Mentre Scalpel cerca di rimuovere il cervello di Sam, arrivano Bumblebee e Optimus Prime in loro soccorso. In un arduo combattimento dove Optimus tiene da solo testa a Megatron, Starscream e Grindor, l'Autobot uccide Grindor ma preoccupato di proteggere Sam non si accorge di Megatron che lo colpisce alle spalle, uccidendolo trapassandogli
The Fallen decide di rendere nota l'esistenza dei Decepticons al mondo e manda un messaggio video in tutto il globo, dicendo di consegnare Sam prima che lui distrugga
Dopo aver spiegato la situazione, Jetfire teletrasporta Sam, i suoi compagni, Bumblebee e i Gemelli in Egitto tramite un ponte spaziale, spiegando che la tomba dei Prime è sepolta nel deserto, e che solo un Prime può sconfiggere The Fallen. I ragazzi trovano la tomba a Petra, e insieme ad essa la Matrice, ma questa si sgretola diventando polvere. Pensando che la Matrice possa far rivivere Optimus, Sam raccoglie la polvere e chiede a Simmons di chiamare il Maggiore Lennox e di arrivare in Egitto insieme agli altri Autobot e il corpo dello stesso Optimus. I militari arrivano, seguiti poco dopo dai Decepticon. Durante la battaglia, Bumblebee salva i genitori di Sam, catturati in precedenza da Rampage, e nel mentre, sconfigge anche Ravage. I Constructicons si uniscono formando Devastator, che inizia a distruggere una piramide, poiché in essa è contenuta la macchina succhia-energia. Dopo che i militari distruggono tutta l'area, distruggendo gran parte dei Decepticon, Sam rimane colpito da Megatron e apparentemente muore. Viene risvegliato dai Prime, che gli riconsegnano la Matrice del Comando integra. Optimus risorge, ma The Fallen arriva e attiva
Alla fine Optimus ringrazia Sam per il suo aiuto, e invia un nuovo messaggio agli altri Autobot affinché raggiungano la Terra.
…PER CHI NON LO HA VISTO…CORRA VEDERLO!!!

..Ancora cloni famicom..

Nonostante io abbia la postepay bloccata, per un problema della posta (una presunta clonazione) posso permettermi miniacquisti da 10 euro, visto che il mio restante gruzzoletto di soldi e nella carta postale. Questo oggetto, è un articolo a mio avviso strepitoso, (Mortal Kombat IV mixato a Sub Zero Mithologies) non lo avevo mai visto prima e vado fiero di essermelo aggiudicato, un misto tra disgusto e follia che rende trashissima la mia collezione privata di reotrogame. Premesso che non l ho ancora provato, poichè non ho ancora ricevuto il pacco, posso dirvi soltanto che gli analoghi sono scarsi sotto ogni punto di vista, ma li definisco (come già ripetuto miliardi di volte) affascinanti per moltissimi aspetti. Un audio paragonabile ad una scoreggia di maiale, ma ben amalgamato con una scarsa risoluzione video, rendono il tutto ben omogeneo e ricco di soprese!!Ripeto che sto parlando di titoli analoghi, che francamente sono tutti molto simili da un punto di vista grafico, ma presentano molte diversità da un punti di vista di gioco, appena avrò l'opportunità di testare questo simpatico clone vi saprò dire di più!!

Ma parliamo del gioco in generale, prima di tutto Sub Zero Mitholgies era presentato sulle locandine del 2000 come il quinto capitolo della saga (e non il IV come rappresentato sulla cartuccia), e poi la cartuccia riporta il logo ufficiale della locandina!!ahahahaahahah, incredibile, è un gioiello!!! Spero che l'ennesimo approccio al mondo dei cloni non vi abbia annoiato!!Atari
Se pensavate che non sarebbe stato possibile veder un Gundam RX-78-2 a grandezza naturale in tutta la sua magnificenza..leggette un po sto articolo!...

Il modello, alto 18 metri, è una replica incredibile del modello RX-78-2. La grande opera, realizzata per ricordare i trent’anni di Gundam, sarà di supporto ai Giochi olimpici del 2016 e sarà visitabile (ufficialmente) dall’11 Luglio al 31 Agosto 2009.
Questo robot è realizzato in acciaio sagomato, come precedentemente detto, misura 18 metri in altezza ed è corredato di tutto un sistema di illuminazione davvero spaventoso che creerà un effetto davvero realistico. La testa sarà mobile, potrà posizionarsi in circa cinquanta posizioni differenti e la base avrà dei fumogeni per creare lo scenario. Secondo indiscrezioni potrà anche fare alcuni movimenti (si pensa che possa muovere le braccia).
In tutto il “corpo” del Gundam sono inoltre presenti scritte in lingua inglese indicanti le tipologie di armamento ed i dettagli tecnici.
Tra pochi giorni sarà disponibile presso Yahoo! Japan, un video di approfondimento sulla costruzione di questa fantasica opera che diventerà sicuramente un’attrazione per tutti gli otaku ma anche dei turisti.
articolo tratto da:
http://www.komixjam.it/completata-la-replica-di-18-metri-del-gundam-rx-78-2/
ammirate un po ste fotuzze!
è o no da sbavo? XD
Terminator Salvation è un film di fantascienza 2009, diretto da McG, quarto capitolo dedicato alla saga di Terminator.
Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 5 giugno 2009.
In concomitanza con l'uscita del film, è stato immesso sul mercato l'omonimo videogioco, disponibile per Xbox 360, PlayStation 3 e PC.
TRAMA DI QUESTO QUARTO CAPITOLO…
Dopo che Skynet ha distrutto gran parte dell'umanità tramite un olocausto nucleare, un gruppo di sopravvissuti, guidato da John Connor, combatte per la salvezza del genere umano. A causa delle precedenti intrusioni temporali da parte degli altri terminator, il futuro non è più quello previsto da Connor, e nuove macchine da guerra si affacciano nel nuovo scenario.
Nel 2018 Skynet sta preparando il suo attacco finale e la resistenza umana, guidata da Connor, si prepara al peggio. L'apparizione di un uomo proveniente dal 2003, Marcus Wright, che ha venduto il suo corpo per la sperimentazione di un nuovo tipo di organismo cibernetico, mette in difficoltà Connor che non ha mai sentito parlare di questa tipologia di terminator da sua madre che tutto gli aveva raccontato e insegnato su ciò che sarebbe accaduto.
“PRODUZIONE” DI QUESTA INARRESTABILE SAGA…
Il film è sceneggiato da Jonathan Nolan e Paul Haggis sulla base di uno script di John Brancato e Michael Ferris, e diretto da Joseph "McG" McGinty Nichol. E' costato ben 200 milioni di dollari, il budget più alto dell'intera saga. I diritti della saga, appartenuti sin dalle origini a Mario Kassar e Andy Vajna, sono stati ceduti nel 2007 ad una nuova società denominata Halcyon, che sembra seriamente intenzionata a donare nuovo vigore ai cyborg della saga e presentando un nuovo ciclo di tre film incentrati sul personaggio di un 30enne John Connor, già visto nelle ultime due pellicole girate rispettivamente da James Cameron e Jonathan Mostow.
Successivamente Victor Kubicek e Derek Anderson, titolari della Halcyon Co. e neodetentori dei diritti della saga di Terminator, hanno querelato la MGM accusandola di interferire con le loro legittime negoziazioni con altre case per gli accordi distributivi relativi ad un prossimo Terminator 4. Chiuse infatti le trattative con la MGM con un nulla di fatto, quest'ultima avrebbe continuato ad asserire di avere i diritti di distribuzione sul film, portando Kubicek ed Anderson a sporgere querela. Un portavoce della MGM aveva invece ribadito che le negoziazioni non erano ancora da considerarsi terminate e che fino a quel momento non era consentita ai titolari dei diritti la ricerca di altri partner.
Nel cast troviamo i nomi di Christian Bale, nel ruolo di John Connor, e Anton Yelchin nei panni di Kyle Reese. Nel film è presente anche l'ex-bodybuilder Roland Kickinger che "presterà il corpo" al T-800, ed avrà il volto digitale di Arnold Schwarzenegger; in sostanza rivedremo il Terminator con l'aspetto del 1984 in un mix fra un attore in carne ed ossa e uno digitale.
Le riprese del film sono iniziate il 5 maggio 2008 ad Albuquerque, nel Nuovo Mexico.
Durante il Festival di Cannes del 2008 è stato annunciato che Christian Bale avrebbe firmato un contratto che lo impegna anche per i successivi capitoli, numero 5 e 6. Alla fine del maggio 2008 è stato confermata la presenza di Charlotte Gainsbourg nel ruolo di Kate Connor, moglie di John Connor. Ma poco tempo dopo l'attrice è stata sostituita con Bryce Dallas Howard, ha sostenuto di aver rinunciato al ruolo per paura che il dilungarsi della produzione potesse accavallarsi con altri impegni già presi in precedenza.
Nel luglio del 2008 Hollywood Reporter conferma la presenza dell'attrice inglese Helena Bonham Carter nel cast del film, nel ruolo breve ma significativo di una misteriosa donna di nome Serena.
...Scusate ma ultimamente vivo di commodore 64...

Questa è la versione da edicola di Dragon's Lair distribuita da Jackson Soft Compilation, che ovviamente mi sono aggiudicato su ebay al costo bassisimo costo di 3 euro!!! Nessuno si interessa a queste versioni economiche, che io definisco straordinarie..mi affascina il fatto che tutti le abbiano avute ma che ora nessuno riesca a trovarle, ed infatti mi sono stupito che nell'asta ci fosse la rivista oltre alla musicasetta, lo ritengo incredibile!!!Sicuramente il venditore lo ha custodito in casa per anni, e come minimo vista la difficoltà del gioco, lo aveva rinchiuso in un cassetto per evitare che gli saltassero i nervi!!! :-)

Ennesimo minilotticino di giochi del c64 sigillati, trovato sulla baia a pochi euro, posto l'acquisto per far vedere che oltre alla Kixx c'erano altre serie di giochi interessanti come quelle distribuite da Mastertronic o analoghe!! Ormai mi sono affezionato a queste piccole cassette sigillate, e le custodirò immacolate nel tempo, le ritengo affascinanti, e hanno dato vita alla nuovi piccola rubrica del mio blog ovvero ECONOMICI MA INTROVABILI, visto che si prendono a poco ma non è facile reperirli in condizioni perfette!!!Spero che anche stavolta il mio articolo abbia scaturito in voi miliardi di ricordi!!!:-)
MACROSS diverra un live action movie!...sara vero?,ankora non si nulla di certo, pero secondo alcune notizie sembrerebbe di si..
Recentemente la Warner Bros e la Maguire Entertainment, compagnia di produzione dell’attore Tobey Maguire, hanno ottenuto i diritti per la produzione di un film tratto dalla serie animata Robotech.
Robotech è una serie ben nota e altrettanto seguita negli USA, unendo tre serie anime: Macross, The Super Dimension Fortress Macross, Southern Cross e Genesis Climber Mospeada. Sul seguito del successo di Transformers, era inevitabile che Hollywood si lasciasse scappare un successo come Robotech, che ha generato un vero e proprio mito pubblicando romanzi, fumetti e serie animate.
La sceneggiatura è stata affidata a Lawrence Kasdan, noto per aver sceneggiato grandi film come “Indiana Jones e i predatori dell’Arca perduta”, Star Wars: L’Impero colpisce ancora & Il ritorno dello jedi. Al momento non si anno altre indiscrezioni sul film, sul regista e gli attori che vi partecipano, nonostante ciò il film è previsto per il 2009, anche se il tempo limitato a disposizione causerà qualche possibile slittamento…
Intanto in Giappone continuano i festeggiamenti per il 25° Anniversario di Macross, affiancando alla nuova serie animata, Macross Frontier, con un manga che riprende la stessa serie e tre spin-off, oltre ad un romanzo che approfondirà ulteriormente le vicende di Frontier.
La trama si articola intorno ad una gigantesca astronave, che si schianta in un isola del pacifico, dove la federazione terrestre decide di rimetterla in funzione, ottenendo conoscenze di una tecnologia superiore. Questo favorisce la ricostruzione della fortezza super dimensionale Macross e dello sviluppo di nuovi armamenti bellici, tra cui aerei multiruolo trasformabili in veri e propri robot da combattimento. Il tutto per prepararsi all’offensiva aliena, che deciderà le sorti della terra…
Anche dall annuncio di tale progetto nulla di piu è stato detto e la cosa sembrava fosse ormai cestinata e archiviata,sembra che comunque il progetto non sia caduto del tutto nel vuoto, ad annunciarlo è la stessa casa cinematografica che ha presentato i due sceneggiatori; Alfred Gough e Miles Millar (Smallville), che prenderanno in mani le redini per l’adattamento del Live Action di Robotech.
Inoltre è stato presentato anche il team della produzione che vede coinvolti Tobey Maguire (Spider-Man), Akiva Goldsman (produttore di “Io Sono Leggenda” & “Hancock“), Chuck Roven, Drew Crevello, e Frank Agrama della Harmony Gold, già produttore della serie animata negli anni ‘80. Ancora niente per quanto riguarda il cast e il regista…
consedarazioni personali:
se mi è permessa una considerazione personale, visto che a Hollywood,ogni volta che viene prodotto un film che viene tratto da un soggetto di un fumetto manga o cartone giappo,viene sempre fuori una monnezza orrenda fine a se stessa che serve solo a far vendere qualche action figures o modellino,..ho il timore che anke sta volta verra fuori na schifezza inguardabile e imbarazzante!, un esempio eclatante di pessimo cinema lo abbiamo avuto col recente film basato sul manga di Dragonball, ovvero Dragonball evolution, una schifezza immane di pellicola che, a parte i nomi dei personaggi, non ha nulla a che fare col famoso fumetto,ma è solo un obrobrio di roba mescolata,reinventata e soliti e imbarazzanti luoghi comuni americani infilati a forza in contesto che non gli appartiene!...e visto e considerato come la serie di Macross sia stata americanizzata e tagliuzzata gia negli anni ottanta negli states,trasformandola in qualla cosa che conosciamo anke col nome di Robotech, vista la considerazione superficiale che in generale gli states hanno verso prodotti nipponici, non mi stupisco se poi alla fine anke sto progetto non sia stato preso in seria considerazione da chi sa fare il vero cinema e venga sballottato e affibiato a chi capita,..gia hanno cambiato gli sceneggiatori, nessun regista si fa piu avanti per non rischiare il flop, perche la mentalita americana non concepiscie piu certi soggetti come potenziali filmoni da grande schermo che possan appasionare tutti(son finiti i tempi di Starwars) ,anke perche non essendo soggetti di origine statunitense,vengono un po snobbati e sottovalutati e quindi probabilmente si arrivera al punto che verra fatto una sotto spece di filmetto commerciale per ragazzetti(deficenti classici americani) pieno di CG fino a vomitare ,così solo per sponsorizzare quache giocattolo o videogioco fatti per loccasione!..peccato perche le premesse eran potenzialmente buone,sembrava almeno stavolta qualcuno si levasse un po di prosciutto dagli occhi e invece come al solito si preferisce non azzardare e puntare sulle classiche soluzioni commerciali!..da un presunto cast da film di serie A si scala a cast meno impegnativi e costosi di produzioni tv di successo che comunque non possono eguagliere un cast cinematografico di tutto rispetto! ma spratutto non possono soddisfare le aspettative di un pubblico che vorrebe vedere un filmone coi controfiocchi, che probalmente si vedranno la solita pellicoletta commerciale piena solo di tanta CG,le solite sboronate messe a caso e i soliti luoghi comuni americani!..un semplice filmetto d'evasione fine a se stesso!...
ma chissa!, per ora non si puo dire, magari faranno invece un bel lavoretto, pero visto come è stato fatto il film su Dragonball(che ha superato in schifezza addiritura il film di Streetfighter e di kenshiro),dubito fortemente che ci esca un prodotto degno di nota!...vedremo!
La Hanna & Barbera Productions Inc. è stata una casa di produzione statunitense, leader nella produzione di serie televisive nel settore del disegno animato.
Fondata nel 1957 da William Hanna e Joseph Barbera, con sede iniziale a Hollywood presso 3400 Cahuenge Boulevard, divenne nel tempo una tra le maggiori case di produzioni cinematografiche, contando al suo apice circa 1000 dipendenti e, assieme alla consociata Ruby-Spears, un magazzino di 250 serie, oltre ad un vastissimo e ricco portafoglio di contratti per l'uso dell'immagine dei suoi personaggi (il merchandising). Dopo la scomparsa di William Hanna avvenuta nel 2001 la casa di produzione si è trasformata in Cartoon Network Studios.
Le origini
L'incontro tra i due futuri soci avviene alla Metro-Goldwin-Majer nel 1938 quando William Hanna entra a far parte del settore fumetti dove Joseph Barbera già lavorava come soggettista ed animatore. I due crescono artisticamente e per quasi un ventennio realizzano e firmano oltre 200 cortometraggi della serie Tom & Jerry. Barbera ne scriveva le storie, disegnava gli schizzi e inventava le gag, Hanna si occupava della regia. Nel 1955 Hanna e Barbera divennero i capi dell'equipe di animazione e firmarono i cartoons come direttori. Nel 1957 la MGM chiuse il settore e i due decisero di fondare una loro casa di produzione.
Le caratteristiche
Presso la MGM e nei primi anni della loro produzione Hanna e Barbera si contraddistinsero per una grande ricerca di perfezione nell'animazione e l'originalità delle gags dei loro personaggi. Era il periodo d'oro dei cartoons che seguiva al periodo del film muto e delle comiche.
Via via nel tempo, a causa della crescente richiesta da parte della televisione di serie a basso costo, in particolare nella prima parte degli anni '80, le realizzazioni furono contraddistinte da una serie di tecniche atte a ridurre i costi di produzione. Un disegno bidimensionale molto semplice, sia per raffigurare i personaggi che i fondali, nessun ricorso al disegno tridimensionale e della prospettiva, nessuna particolare inquadratura della scena (es. carrellata), nessun ricorso ad ombre e sfumature ma al contrario uso di colori uniformi. I movimenti dei personaggi delle varie serie sono ricorrenti, le azioni e i fondali spesso si susseguono ciclicamente. Le parti in "movimento" sono limitate alle gambe, alle braccia ed ad un'oscillazione della testa, i movimenti dei volti sono limitati alla sola bocca e alla chiusura delle palpebre.
A causa della crescente necessità di ridurre i costi si arrivò così ad una standardizzazione dei personaggi e, in buona sintesi, ad un vero e proprio appiattimento della qualità delle serie. L'omologazione dei personaggi però permise spesso il riutilizzo dei rodovetri usati da altre serie. Bastava cambiare alcuni lineamenti al viso e al corpo per ottenere la sequenza di una figura in movimento.
Pur nonostante il grosso successo commerciale il progressivo appiattimento della qualità delle loro realizzazioni fu per Hanna e Barbera motivo di rimpianto degli anni trascorsi alla MGM. Allora i due pur essendo dei dipendenti possedevano maggiore libertà di inventiva e tempo per curare il frutto del loro lavoro.
Carattere dei personaggi
Nei cartoni di Hanna & Barbera, questi personaggi hanno caratteri sorridenti ed esilaranti, a volte qualche straniero si arrabbia per tutti i guai dei nostri innocenti eroi; a volte non hanno nient'altro che una gran voglia di ridere per i fatti loro.
la lista principale dei cartoni animati di Hanna & Barbera.
La Hanna & Barbera Productions Inc. è stata una casa di produzione statunitense, leader nella produzione di serie televisive nel settore del disegno animato.
Fondata nel 1957 da William Hanna e Joseph Barbera, con sede iniziale a Hollywood presso 3400 Cahuenge Boulevard, divenne nel tempo una tra le maggiori case di produzioni cinematografiche, contando al suo apice circa 1000 dipendenti e, assieme alla consociata Ruby-Spears, un magazzino di 250 serie, oltre ad un vastissimo e ricco portafoglio di contratti per l'uso dell'immagine dei suoi personaggi (il merchandising). Dopo la scomparsa di William Hanna avvenuta nel 2001 la casa di produzione si è trasformata in Cartoon Network Studios.
Le origini
L'incontro tra i due futuri soci avviene alla Metro-Goldwin-Majer nel 1938 quando William Hanna entra a far parte del settore fumetti dove Joseph Barbera già lavorava come soggettista ed animatore. I due crescono artisticamente e per quasi un ventennio realizzano e firmano oltre 200 cortometraggi della serie Tom & Jerry. Barbera ne scriveva le storie, disegnava gli schizzi e inventava le gag, Hanna si occupava della regia. Nel 1955 Hanna e Barbera divennero i capi dell'equipe di animazione e firmarono i cartoons come direttori. Nel 1957 la MGM chiuse il settore e i due decisero di fondare una loro casa di produzione.
Le caratteristiche
Presso la MGM e nei primi anni della loro produzione Hanna e Barbera si contraddistinsero per una grande ricerca di perfezione nell'animazione e l'originalità delle gags dei loro personaggi. Era il periodo d'oro dei cartoons che seguiva al periodo del film muto e delle comiche.
Via via nel tempo, a causa della crescente richiesta da parte della televisione di serie a basso costo, in particolare nella prima parte degli anni '80, le realizzazioni furono contraddistinte da una serie di tecniche atte a ridurre i costi di produzione. Un disegno bidimensionale molto semplice, sia per raffigurare i personaggi che i fondali, nessun ricorso al disegno tridimensionale e della prospettiva, nessuna particolare inquadratura della scena (es. carrellata), nessun ricorso ad ombre e sfumature ma al contrario uso di colori uniformi. I movimenti dei personaggi delle varie serie sono ricorrenti, le azioni e i fondali spesso si susseguono ciclicamente. Le parti in "movimento" sono limitate alle gambe, alle braccia ed ad un'oscillazione della testa, i movimenti dei volti sono limitati alla sola bocca e alla chiusura delle palpebre.
A causa della crescente necessità di ridurre i costi si arrivò così ad una standardizzazione dei personaggi e, in buona sintesi, ad un vero e proprio appiattimento della qualità delle serie. L'omologazione dei personaggi però permise spesso il riutilizzo dei rodovetri usati da altre serie. Bastava cambiare alcuni lineamenti al viso e al corpo per ottenere la sequenza di una figura in movimento.
Pur nonostante il grosso successo commerciale il progressivo appiattimento della qualità delle loro realizzazioni fu per Hanna e Barbera motivo di rimpianto degli anni trascorsi alla MGM. Allora i due pur essendo dei dipendenti possedevano maggiore libertà di inventiva e tempo per curare il frutto del loro lavoro.
Carattere dei personaggi
Nei cartoni di Hanna & Barbera, questi personaggi hanno caratteri sorridenti ed esilaranti, a volte qualche straniero si arrabbia per tutti i guai dei nostri innocenti eroi; a volte non hanno nient'altro che una gran voglia di ridere per i fatti loro.
la lista principale dei cartoni animati di Hanna & Barbera.
..Box 6 games intellivision sealed..

Questo è l'originario box da negozionanti che conteneva 6 giochi identici, e che veniva distribuito nei primi anni 80 in tutti i migliori negozi di videogiochi americani - europei!!! Questo oggetto è stato vinto dal sottoscritto su ebay, ma il venditore non mi invia il totale quindi non posso pagarlo, credo che siccome l'ho vinto a pochissimo, il venditore voglia fare un pò il furbo, e molto probabilmente si beccherà un bel FEEDBACK NEGATIVO e lo mando a quel paese per mail!!! Come si vede dal box compare la scritta Intellivision Inc 6 toys che dimostra l'originalità della scatola, a mio avviso uno tra i pezzi più originali che io abbia mai visto, forse perchè mi piace questa console o forse perchè rimanere affascinato da un pezzo di cartone per me rappresenta il top!!!:-)

Il gioco in questione è Astrosmash, uno sparatutto per Intellivison pubblicato nel 1981, ed è una variante del classico Space Invaders, nel quale bisogna prendere il controllo di un cannone laser che protegge la terra dalla caduta di asteroidi e di altri oggetti(asteroidi,missili e rocce), che fu convertito anche per Acquarius Mattel e Atari 2600 (col nome di Astroblast). Nel 1982, la Mattel tenne la gara $100,000 Astrosmash Shootoff in America, più di 13mila persone parteciparono alla competizione per raggiungere il punteggio massimo che doveva essere provato con filmati o foto, ma la cosa assurda è che non si potè dimostrare il vincitore. La causa di tutto ciò è che non si poteva dimostrare a che livello di difficoltà o di velocità avevano giocato gli utenti, così fu riproposta tale gare solo con 73 utenti (che si autopagavano le spese per rimanere li al fine week end),con partite della durata massima di un'ora ed il primo si aggiudicò il premio di 25mila dollari!!Se non erro questo è il primo articolo sull'Intellivision ma ce ne saranno altri in futuro, Atari
| « Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima. » | |
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(frase di apertura della serie)
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Star Trek è una saga fantascientifica che ha avuto inizio nel 1966 con una serie televisiva ideata da Gene Roddenberry, divenuta in seguito tra le più famose nella storia della televisione. Al successo, in larga parte postumo, della prima serie sono derivate altre cinque serie televisive (di cui una a cartoni animati) e dieci pellicole cinematografiche nel corso di quarant'anni (l'undicesima è prevista nel 2009).[1]
Star Trek narra delle vicende degli umani del futuro, appartenenti ad una Federazione Unita dei Pianeti che riunisce sotto un unico governo numerosi popoli di sistemi stellari diversi, e delle loro avventure nell'esplorazione dell'universo.
L'universo fantascientifico di Star Trek con i suoi personaggi è oggi conosciuto in tutto il mondo e ha dato origine ad un fandom senza precedenti.[2] Tutte le serie televisive sono state doppiate in italiano (alcune stagioni sono state trasmesse solo sulle pay TV), come pure i film.
A Star Trek sono stati assegnati vari premi,[3] tra cui 33 Emmy,[4] 5 premi Hugo,[5] vari Saturn Award e 10 candidature agli Oscar per i film.[3]
Le serie prodotte per la televisione sono state (in ordine cronologico di trasmissione):
| Star Trek | (Star Trek, USA, 1966-1969) |
| Star Trek (serie animata) | (Star Trek, USA, 1973-1974) |
| Star Trek - The Next Generation | (Star Trek The Next Generation, USA, 1987-1994) |
| Star Trek - Deep Space Nine | (Star Trek Deep Space Nine, USA, 1993-1999) |
| Star Trek - Voyager | (Star Trek Voyager, USA, 1995-2001) |
| Star Trek: Enterprise | (Star Trek: Enterprise, USA, 2001-2005) |
Nel 1978 era inoltre prevista un'altra serie, mai realizzata (vedi Star Trek: Phase II).
| Per approfondire, vedi la voce Star Trek (serie classica). |
La serie televisiva Star Trek del 1966 è l'opera prima da cui nasce l'universo fantascientifico di Star Trek.
Per distinguerla dalla serie televisiva animata del 1973 e dalla prima pellicola cinematografica del 1979 che presentano il medesimo titolo, in Italia viene indicata con Star Trek - La serie classica o Star Trek - La serie originale, o anche con la sigla ST:TOS o TOS (da Star Trek: The Original Series, il nome con cui viene indicata nei paesi di lingua inglese sempre per distinguerla dalle altre opere omonime).
Prodotta negli Stati Uniti, debutta l'8 settembre 1966 sul canale NBC. Ambientata nel futuro, narra le avventure dell'equipaggio della nave stellare Enterprise della Federazione Unita dei Pianeti, intento ad "esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà, per andare là dove nessun uomo è mai giunto prima". Il capitano dell'Enterprise è James T. Kirk (interpretato da William Shatner), coadiuvato dall'ufficiale scientifico Spock, un extraterrestre proveniente dal pianeta Vulcano (interpretato da Leonard Nimoy) e dall'ufficiale medico, il dottor Leonard McCoy detto "Bones" (interpretato da DeForest Kelley). I tre, uniti da un forte legame di rispetto ed amicizia, sono i personaggi chiave della serie, circondati da un equipaggio molto affiatato.
La serie televisiva, pur rimanendo una serie di intrattenimento, ha proposto temi importanti dal punto di vista sociale, etico e politico.[6] Per la prima volta nella storia della televisione un giapponese, una donna di origine africana, diversi americani, uno scozzese, un alieno e un russo, nel momento in cui il mondo era spaccato in due dalla Guerra fredda, si trovavano a lavorare insieme nello stesso equipaggio, ad esplorare l'universo alla ricerca di nuove culture con cui dare vita a reciproci scambi in nome dell'uguaglianza e della pace.
Nell'episodio Umiliati per forza maggiore, trasmesso negli Stati Uniti il 22 novembre 1968, si vide il primo bacio interrazziale della storia della televisione, del quale furono protagonisti Uhura, l'ufficiale alle comunicazioni, e il capitano Kirk. Il personaggio di Uhura - prima persona di colore a ricoprire un ruolo di ufficiale comandante e a mostrare l'ombelico in una fiction televisiva - divenne molto caro al pubblico, tanto che Martin Luther King intervenne personalmente affinché l'interprete, l'attrice Nichelle Nichols, non abbandonasse la serie.
Inizialmente la serie non riscosse molto successo, l'ascolto era basso e la pubblicità languiva. Venne ventilata l'ipotesi di cancellare la serie al termine della seconda stagione. I fan della serie condussero però una campagna senza precedenti per convincere l'NBC a produrre anche una terza stagione riuscendo nell'intento. Il 79mo e ultimo episodio fu trasmesso il 3 giugno 1969, dopo tre stagioni.
Le repliche della serie furono poi trasmesse per molto tempo in collaborazione con altre reti televisive (syndication) e conobbero un notevole, crescente successo negli anni successivi. Il prototipo dello Space Shuttle fu battezzato col nome di Enterprise dalla NASA, l'agenzia spaziale statunitense, che a tale proposito aveva ricevuto numerosissime lettere di fan. L'entrata in pista della navetta fu accompagnata dalla fanfara che suonava il tema della colonna sonora di Star Trek.
Star Trek venne trasmessa per la prima volta in lingua italiana nel 1978 su Telemontecarlo, tuttavia il canale non disponeva di una copertura adeguata. La serie divenne dunque nota al grande pubblico in Italia soprattutto due anni più tardi, con l'uscita del film omonimo di Robert Wise e la diffusione attraverso le televisioni locali a partire dall'estate del 1980.
| Per approfondire, vedi la voce Star Trek - La serie animata. |
Cinque anni dopo la conclusione della prima serie televisiva fu prodotta una serie televisiva a cartoni animati intitolata di nuovo Star Trek.
Per distinguerla dalla prima serie televisiva del 1966 e dalla prima pellicola cinematografica del 1979 che presentano il medesimo titolo, in Italia viene indicata con Star Trek - La serie animata, o con la sigla ST:TAS o TAS (da Star Trek: The Animated Series, il nome con cui viene indicata nei paesi di lingua inglese sempre per distinguerla dalle altre opere con il medesimo titolo).
La serie, doppiata dal cast di attori della serie classica quasi al completo,[7] è composta da 22 episodi suddivisi in due stagioni. Negli Stati Uniti debuttò l'8 settembre 1973, mentre l'ultimo episodio in prima visione fu trasmesso il 12 ottobre 1974.
La serie animata è considerata "non canonica": le vicende in essa narrate non influenzano il complesso universo Trek e non sono ritenute vincolanti per gli autori delle serie successive. Appaiono tuttavia degni di nota l'utilizzo del ponte ologrammi anni prima della sua apparizione nella serie Star Trek: The Next Generation, e le sceneggiature, opera di autori di tutto rilievo (alcuni dei quali, come D. C. Fontana, autori anche della serie originale).
| Per approfondire, vedi la voce Star Trek - The Next Generation. |
Vent'anni dopo la prima serie televisiva, nel 1986, il produttore Gene Roddenberry decise che era il momento di riprovare a creare una serie che ne fosse il seguito, ambientandola però ben 78 anni dopo la serie originale, con un nuovo equipaggio e una nuova astronave. Nacque così Star Trek: The Next Generation (anche chiamata più brevemente The Next Generation, o ST:TNG o TNG).
I "viaggi della nave stellare Enterprise" mantengono la loro dimensione avventurosa, malgrado nel frattempo sia intervenuta la pace con i Klingon e l'allargamento della Federazione. La tecnologia è più progredita; le navi della Flotta, come la nuova Enterprise, sono più grandi, comode e spaziose, con una funzione più marcatamente esplorativa e diplomatica, meno militare. Agli ufficiali è permesso portare a bordo le proprie famiglie, dato che i periodi delle missioni si sono allungati. L'esplorazione rimane la molla principale delle avventure, ma non mancano situazioni inedite che si sviluppano attorno al ponte ologrammi.
Più numeroso, complesso e articolato che nella serie originale, il gruppo di personaggi di The Next Generation è composto da ben otto protagonisti fissi, nessuno dei quali si può però considerare un vero e proprio comprimario. Tra di essi spiccano il capitano Jean-Luc Picard (Patrick Stewart), l'androide Data (Brent Spiner) e il comandante William Riker (Jonathan Frakes) .
Le avventure di TNG si sono sviluppate in 178 episodi (divisi in 7 stagioni) per la TV, per poi proseguire con quattro pellicole cinematografiche.
Trasmesso per la prima volta il 28 settembre 1987 con l'episodio pilota di due ore Incontro a Farpoint, ha riscosso subito un discreto seguito ed ha collezionato successi per sette stagioni. La serie è terminata con la doppia puntata Ieri, oggi, domani, trasmessa il 29 maggio 1994. Anche il seguito di questa serie con il passare del tempo si è allargato ed essa è stata ampiamente ritrasmessa in collaborazione con altre reti televisive (syndication).
| Per approfondire, vedi la voce Star Trek - Deep Space Nine. |
La serie Star Trek: Deep Space Nine (anche chiamata più brevemente Deep Space Nine, o ST:DS9 o DS9) nasce originariamente come spin-off di Star Trek: The Next Generation nel gennaio del 1993, due anni dopo la morte di Gene Roddenberry, avvenuta nel 1991 durante la produzione della quinta stagione di TNG.
Deep Space Nine venne prodotta per sette stagioni, dal 1993 al 1999. È la prima ed unica serie di Star Trek ad essere ambientata non a bordo di un'astronave ma all'interno di una stazione spaziale, Deep Space Nine appunto. La stazione, comandata da Benjamin Sisko, è posta nello spazio del pianeta Bajor, ai turbolenti confini tra lo spazio della Federazione e quello dell'Unione Cardassiana, nei pressi di un tunnel spaziale stabile che conduce al remoto Quadrante Gamma della galassia.
Grazie a questo tunnel la Federazione si trova a fronteggiare uno dei suoi più temibili avversari: il Dominio. La guerra contro il Dominio arriva a coinvolgere tutte le principali potenze dei quadranti Alfa e Beta e vede un'inedita alleanza militare tra Federazione, Klingon e Romulani. Nell'arco finale della serie, oltre a molteplici colpi di scena, appaiono alcune delle più belle battaglie spaziali della fantascienza di quegli anni, grazie all'evoluzione della computer grafica.
La serie è stata trasmessa in Italia dalla tv "in chiaro" solo fino alla terza stagione. Da capodanno 2007 LA7 ha ripreso a trasmettere, in orario notturno, episodi inediti in Italia di questa serie.
| Per approfondire, vedi la voce Star Trek - Voyager. |
Star Trek: Voyager (anche chiamata più brevemente Voyager, o ST:VOY o VOY) venne prodotta in sette stagioni, dal 1995 al 2001. È l'unica serie di Star Trek dove il capitano è una figura femminile, Kathryn Janeway, una donna dal carattere forte e deciso. Questa serie racconta le avventure della nave stellare USS Voyager sbalzata a causa di un misterioso evento nel quadrante Delta della galassia, a più di settantamila anni luce dalla Terra, un punto remoto dal quale, alla massima velocità dell'astronave, è previsto un viaggio di ben settantacinque anni per poter tornare sulla Terra. Riallacciandosi allo spirito pionieristico caratteristico della serie classica, Star Trek ritorna così a raccontare le avventure di un'astronave in missione nello spazio profondo.
Sebbene inizialmente Voyager avesse ottenuto un buon successo di ascolti, durante la terza stagione subì un calo d'interesse da parte del pubblico. La Paramount corse ai ripari inserendo nella quarta stagione la figura di Sette di Nove (Jeri Ryan), personaggio che divenne rapidamente uno dei più intriganti della serie. Il nuovo arrivo, accompagnato anche da un leggero ma sensibile cambio di tendenza rispetto alla "filosofia estremamente pacifista" della serie, ha portato a nuovi consensi e ad una rinnovata popolarità che l'hanno accompagnata fino all'ultimo episodio, End Game (2001).
In Italia, la serie è stata trasmessa integralmente (dapprima dalla RAI e successivamente da LA7 per tutto l'arco delle sue 7 Stagioni, 172 episodi complessivi).
| Per approfondire, vedi la voce Star Trek: Enterprise. |
Star Trek: Enterprise (anche chiamata più brevemente Enterprise, o ST:ENT o ENT) è concepita come un prequel delle altre serie televisive.
La serie narra gli eventi che precedono la nascita della Federazione dei Pianeti Uniti, precisamente le vicende si svolgono circa novant'anni dopo il primo contatto dei terrestri con civiltà extraterrestri, evento narrato nel film Star Trek: Primo contatto. In particolare narra le avventure dell'equipaggio di un'astronave terrestre che, grazie ad un nuovo motore a "curvatura 5", si può spingere per la prima volta molto più lontano e in meno tempo di quanto fosse stato possibile prima di allora dai terrestri.
L'equipaggio dell'Enterprise NX-01 incontra durante il suo viaggio vecchie conoscenze dei fan di Star Trek e nuove specie aliene, perfezionando nel corso del tempo molte delle tecnologie presenti nella serie originale.
L'episodio pilota Prima missione è stato trasmesso negli USA da UPN il 26 settembre 2001. L'ultimo episodio, il novantottesimo, è stato trasmesso in prima visione invece il 13 maggio 2005.
Enterprise è stata una serie assieme molto attesa ma contemporaneamente criticata dai fan di Star Trek, notoriamente molto attenti ai dettagli e alla filosofia di fondo. Alcuni fan hanno criticato la produzione per le limitazioni tecniche imposte all'astronave e per la scarsa coerenza dei dettagli di alcuni episodi rispetto alle serie ambientate successivamente. Ad aggravare lo scontento dei fan si aggiunsero la scelta di affidare la serie all'impopolare team che aveva prodotto la serie Voyager, una massiccia fuga di sceneggiatori nella terza stagione nonché una virata in senso militarista delle sceneggiature (in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti). Dalla quarta stagione, tuttavia, alla direzione della serie venne aggiunto Manny Coto, risolvendo la maggior parte delle critiche sulla direzione artistica. Ciò non bastò a salvare la serie dalla cancellazione. Sebbene alcuni dei fan di Star Trek avessero boicottato Enterprise, non ritenendola coerente con la filosofia di Star Trek, altri hanno dato vita a petizioni e ad una ingente raccolta di fondi nel tentativo di salvarla.
In Italia, la serie è stata trasmessa integralmente dal 2003 al 2006, dall'emittente televisiva LA7.
| Per approfondire, vedi la voce Star Trek: Phase II. |
Per il 1978 era stata pianificata una nuova serie televisiva, Star Trek: Phase II, che avrebbe narrato di una seconda missione quinquennale dell'equipaggio dell'astronave Enterprise protagonista della prima serie televisiva del 1966. La serie però non venne mai girata. Erano già stati scritti dodici episodi quando la Paramount, la casa di produzione, visto lo straordinario successo del primo Guerre Stellari, decise di realizzare un film per il cinema piuttosto che una serie televisiva. La produzione venne così interrotta a poco meno di due settimane dall'inizio delle riprese.
Per la sceneggiatura dell'episodio pilota figuravano grandi nomi quali Frank Herbert, autore di Dune, e Isaac Asimov. Nell'equipaggio dell'Enterprise non sarebbe comparso però il sig. Spock in quanto Leonard Nimoy, l'attore che lo interpretava, non era propenso a girare una nuova serie televisiva.
Anche se il progetto venne abbandonato, alcune idee vennero utilizzate dagli sceneggiatori per realizzare il primo di una serie di film sull'universo fantascientifico di Star Trek. Altre idee vennero invece utilizzate nella serie Star Trek: The Next Generation. La Paramount "riciclò" anche i set della nuova Enterprise già realizzati.
Attualmente il titolo Star Trek: Phase II è stato ripreso da una serie amatoriale distribuita nel web precedentemente nota come Star Trek: New Voyages (v. di seguito).
Le pellicole cinematografiche di Star Trek sono undici, prodotte dal 1979 al 2009. Il cast protagonista dei primi sei film è quello della serie classica. Nei quattro film successivi l'equipaggio di Kirk lascia posto a quello della "Next Generation" comandato da Picard. Il settimo film, Generazioni, costituisce il "trait d'union" tra i due differenti cast e li vede entrambi presenti.
Questi i titoli degli undici film prodotti in ordine cronologico di distribuzione (tra parentesi è indicato il titolo originale e l'anno di distribuzione nelle sale negli USA):
| Star Trek: Il film | (Star Trek: The Motion Picture, USA, 1979) |
| Star Trek II: L'ira di Khan | (Star Trek II: The Wrath of Khan, USA, 1982) |
| Star Trek III: Alla ricerca di Spock | (Star Trek III: The Search for Spock, USA, 1984) |
| Star Trek IV: Rotta verso la Terra | (Star Trek IV: The Voyage Home, USA, 1986) |
| Star Trek V: L'ultima frontiera | (Star Trek V: The Final Frontier, USA, 1989) |
| Star Trek VI: Rotta verso l'ignoto | (Star Trek VI: The Undiscovered Country, USA, 1991) |
| Generazioni | (Star Trek: Generations, USA, 1994) |
| Primo contatto | (Star Trek: First Contact, USA, 1996) |
| Star Trek: L'insurrezione | (Star Trek: Insurrection, USA, 1998) |
| Star Trek: La nemesi | (Star Trek: Nemesis, USA, 2002) |
| Star Trek | (Star Trek, USA, 2009) |
Quattro dei film (il primo, il quarto, il sesto e l'ottavo) hanno ricevuto nel complesso 10 candidature ai Premi Oscar (Academy Awards), senza però riuscire a vincerne uno.[3]
Per quattro film (precisamente il quarto, il sesto, il settimo e l'ottavo) nel titolo italiano è stato tolto il riferimento a Star Trek che invece era presente nel titolo originale. Fu una scelta occasionale del distributore italiano, che aveva come finalità quella di non allontanare il pubblico non appassionato alla saga, scelta che però nelle pellicole seguenti venne accantonata.
Star Trek V: L'ultima frontiera è l'unica pellicola a non essere stata distribuita al cinema in Italia, ma solo trasmessa in televisione e distribuita nel circuito dell'home video. Dato che negli Stati Uniti aveva registrato uno scarso successo di pubblico, fu deciso di non distribuirla nelle sale cinematografiche italiane.
Nell'aprile del 2006 venne annunciato il progetto di un nuovo film, l'undicesimo della saga, che si intitola semplicemente Star Trek, la cui uscita negli USA è prevista a maggio del 2009. La storia rappresenta un prequel alla serie classica, con un cast rinnovato che ne interpreta i personaggi ed un cameo di Leonard Nimoy nei panni di uno Spock anziano.
| Per approfondire, vedi la voce Libri su Star Trek. |
Sono state pubblicate otto serie diverse di romanzi ambientate nell'universo di Star Trek, per un totale di circa una settantina di titoli, solo una minima parte dei quali è edita in Italia. Le vicende narrate nei romanzi non rientrano nel canone di Star Trek (non sono vincolanti per le serie televisive e i film). Alcuni dei libri vedono come autori degli attori dei telefilm (in particolare William Shatner). Quattro serie di romanzi sono originali, non sono cioè basate su una serie televisiva. La maggior parte dei romanzi sono anche disponibili in lingua originale come audiolibri e molti di essi sono letti da alcuni degli attori delle serie.
Le serie principali sono:
Nel 1967 la Bantam Books pubblicò inoltre la versione romanzata delle sceneggiature dei telefilm della serie originale in una serie di volumetti, nello stesso ordine cronologico delle trasmissioni. Di questa serie venne pubblicata una fedele edizione italiana nel 1978 dalla Mondadori, dal titolo Star Trek - La pista delle stelle. Ogni volumetto pubblicava a cadenza mensile 4-5 episodi della serie.[8]
| Per approfondire, vedi la voce Giochi su Star Trek. |
Numerosi giochi sono stati ispirati o ricavati dalla saga di Star Trek. Tra questi gli scacchi tridimensionali, anche se inventati nell'Ottocento, hanno raggiunto una certa popolarità con la serie classica di Star Trek. Anche per quanto riguarda i videogiochi, Star Trek conta uno dei primi giochi ad essere sviluppati: negli anni settanta fu popolare un gioco testuale chiamato Star Trek (1971) scritto in BASIC che girava su minicomputer.
I giochi di ruolo su Star Trek si distinguono in molte tipologie. Si va dal gioco di ruolo dal vivo (generalmente su tavola) al videogioco fino al gioco di ruolo online tramite forum o chat.
Sull'esempio delle serie televisive sono state realizzate dai fan varie produzioni audiovisive amatoriali, nate per essere diffuse principalmente sul Web, come le serie Star Trek: Phase II (già noto come Star Trek: New Voyages) e Star Trek: Hidden Frontier e la miniserie Star Trek: Of Gods and Men; non mancano le parodie, tra cui spicca Star Wreck, di produzione finlandese (il film Star Wreck: In the Pirkinning è stato trasmesso sulla tv nazionale finlandese).
Quello di Star Trek, arricchitosi nel corso del tempo, è diventato uno dei più dettagliati e complessi universi immaginari di tutta la fantascienza. È un futuro ottimistico in cui l'umanità ha raggiunto le stelle e ha risolto tutti i maggiori problemi che attualmente assillano il pianeta Terra (fame, sovrappopolazione, discriminazioni etniche, divisioni politiche e guerre, fonti energetiche ed equilibrio ambientale). Sembra che questo sia potuto avvenire grazie anche agli stimoli sociali e culturali derivanti dal contatto con civiltà extraterrestri, più progredite non solo dal punto di vista tecnologico ma anche etico e sociale.
Seppure nel contesto di un programma televisivo di intrattenimento, gli autori in molti episodi hanno dunque affrontato alcuni temi rilevanti dal punto di vista sociale, politico e filosofico,[6] trasportandoli in un'ambientazione fantastica che ne rende più accettabile la trattazione al grande pubblico.
| Per approfondire, vedi le voci Tecnologia di Star Trek e Astronavi di Star Trek. |
L'immagine che gli spettatori hanno dell'universo di Star Trek è inscindibilmente legata allo sviluppo tecnologico. Il divario tecnologico è peraltro uno degli aspetti che più spesso emerge nelle puntate di Star Trek.
Le tecnologie di Star Trek (o "treknologie", come sono state definite con un felice neologismo) non smettono di stupire, anche quando, con decenni di distanza dalla prima serie, sono divenute realtà. Star Trek ha anticipato di circa 40 anni molti oggetti tecnologici che solamente in seguito sono diventati di uso quotidiano (come minidischi, telefoni satellitari, computer palmari) ed ha inoltre introdotto nell'immaginario collettivo numerose altre possibilità futuristiche che sono attualmente oggetto di ricerche scientifiche (ad es. il teletrasporto quantistico, i viaggi a velocità superluminale e nel tempo).
Ciò che rende possibili alla nave stellare Enterprise le sue avventure in sistemi stellari sconosciuti è la propulsione a curvatura (warp drive), la quale (superati i limiti imposti da Einstein nella Teoria della relatività) permette di viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce.
Una delle tecnologie-simbolo di Star Trek è il teletrasporto, un sistema di trasferimento istantaneo di materia, usato generalmente per trasferire membri dell'equipaggio e/o equipaggiamento dall'apposita sala teletrasporto dell'Enterprise alla superficie di un pianeta e viceversa. Ciò rende superfluo l'atterraggio dell'astronave stessa.[9]
Il ponte ologrammi (introdotto con la Next Generation e da allora presente nelle serie successive), è una sala in cui i membri dell'equipaggio della Enterprise possono entrare in simulazioni di realtà virtuale immersiva. Gli ologrammi sono solidi ed in grado di ingannare i cinque sensi. Il replicatore, anch'esso introdotto con la serie Next Generation, è basato sulla stessa tecnologia del teletrasporto e consente la replicazione di qualsiasi oggetto inanimato con incredibile fedeltà, trasformando a livello molecolare la materia grezza inerte, solitamente recuperata dal riciclaggio dei rifiuti, nell'oggetto o sostanza desiderati.
| Per approfondire, vedi la voce Prima direttiva. |
La "Prima direttiva" è la fondamentale norma etica che impedisce alla Federazione dei Pianeti Uniti di interferire con le civiltà meno progredite, limitando di fatto i contatti con gli altri popoli che non abbiano ancora scoperto la propulsione a curvatura. La prima direttiva - ideata dallo scrittore di fantascienza Theodore Sturgeon per un episodio della prima serie[10] - costituisce il sottotema di molti degli episodi della serie originale di Star Trek e delle serie successive.
Una delle caratteristiche popolari dell'universo di Star Trek è la presenza della vita su molti altri pianeti e l'apparizione di un gran numero di specie extraterrestri senzienti e, con poche eccezioni, umanoidi.[11] Segue un elenco di popoli o specie aliene comparsi nelle serie tv o nei film.[12]
Tra le enciclopedie online più complete sull'argomento si segnalano Memory Alpha (in inglese) e HyperTrek (in italiano), utilizzate come fonti per questa voce. Opera di riferimento ufficiale (anch'essa utilizzata come fonte) è:
...e ora finalmente dopo anni di pausa...
STAR TREK film 2009:
Quando venne annunciato il ritorno di Star Trek sul grande schermo, in molti storsero il naso. L'ultimo episodio della saga cinematografica aveva lasciato insoddisfatti tutti: fan e non fan. Ma in un'epoca fatta di prequel, remake e riavvii di franchise, l'unica possibilità per la Paramount di tornare a sfruttare un franchise spremuto fino all'osso a quarant'anni dalla sua nascita era metterlo nelle mani di qualcuno che lo trasfigurasse in qualcosa di completamente nuovo, un po' come accaduto (con successo) a Batman. E se per l'uomo pipistrello la soluzione è stata tuffarsi nel dark, nel poliziesco e nell'approfondimento psicologico, qui si trattava di proporre un vero e proprio pop corn movie, pieno di effetti speciali, intrattenimento e umorismo.http://www.cinema.universalpictures.it/website/startrek/
Il compito è stato affidato a quelli che si stanno configurando come i maestri del cinema blockbuster: gli sceneggiatori Alex Kurtzman e Roberto Orci, e il regista J.J. Abrams. Il trio aveva esordito al cinema con il pessimo Mission Impossible III, e quindi era forte il timore che non fossero in grado di stare alla guida di un film così importante. E invece ce l'hanno fatta, forti anche della produzione di Damon Lindelof (co-creatore di Lost assieme proprio ad Abrams).
Il risultato è uno straordinario miscuglio d'azione, effetti speciali, umorismo e tanta, tanta fantascienza - perfetto come blockbuster estivo. Visto da un neofita, è un'ottima introduzione a un potenziale nuovo franchise, e sebbene gli appassionati di Star Trek potrebbero non gradire certe prese di distanza per quanto riguarda alcuni personaggi (in particolare Kirk), apprezzeranno sicuramente i numerosi riferimenti alla saga di Roddenberry, alle serie tv e agli altri film. La presenza di Leonard Nimoy strizza l'occhiolino ai fan in maniera un po' forzata, anche se la trovata con cui è stato reintrodotto il personaggio è assolutamente brillante e serve alla riuscita della trama.
Grande merito in questo caso va ai due sceneggiatori, che sono riusciti a infilare in un unico film di due ore l'introduzione dei due personaggi principali della saga (Kirk e Spock), la nascita della loro amicizia e dell'equipaggio storico dell'Enterprise, viaggi nel tempo, battaglie interstellari, catastrofi planetarie. Kurtzman e Orci riescono a fare qui quello che avevano provato a fare (riuscendoci solo in parte) in Transformers, realizzando una storia di origini scorrevole e brillante, con tanta azione. Va detto che i due sceneggiatori non possono far attraversare una landa ghiacciata a qualcuno senza che sbuchino creature in stile Cloverfield. E, infatti, come al solito per godersi questo tipo di storie bisogna starci, e staccare la spina della logica, visto che alcune situazioni risultano chiaramente dei macguffin (un esempio su tutti: ma perché nessuno dei pianeti attaccati da Nero riesce a reagire troncando la sonda?), anche se qui non arriviamo certo ai livelli superomistici e surreali di Mission Impossible III.
Il timore con J.J.Abrams a dirigere era che ripetesse proprio l'errore di Mission Impossible III, con una regia televisiva e raffazzonata, fatta principalmente di piani ristretti e un montaggio affrettato. Per fortuna gli anni passati sono serviti, e in Star Trek Abrams ci regala una regia di ampio respiro, con scene d'azione chiare e momenti grande di tensione. Sia chiaro, Abrams non fa assolutamente niente di nuovo, ma consegna un compito svolto alla perfezione: un grande kolossal.
Come è giusto che sia, il film si apre con un prologo d'azione, subito seguito dall'infanzia dei due protagonisti. Dieci anni dopo, ritroviamo Kirk (Chris Pine) e Spock (Zachary Quinto), che non si sopportano, costretti a stare sulla stessa astronave, la U.S.S. Enterprise, la quale deve compiere il suo viaggio inaugurale andando a scoprire cosa sta succedendo al Pianeta Vulcano, vittima di quello che sembra essere un cataclisma e invece è l'attacco del terribile e vendicativo romulano Nero (Eric Bana). L'equipaggio dell'Enterprise prenderà forma pian piano mentre tenterà di fermare Nero, con l'aiuto persino di uno Spock venuto involontariamente dal futuro (Leonard Nimoy). C'è il giovanissimo Chekov (Anton Yelchin), protagonista di alcuni dei momenti più comici grazie al suo curioso accento russo; la bella Uhura (Zoe Saldana), altro personaggio estremamente divertente grazie a una gag legata al suo nome; il cupo e brontolone dottor McCoy (Karl Urban), il brillante Sulu (John Cho) e a un certo punto sarà Scotty (Simon Pegg) a salvare la situazione. Un cast decisamente azzeccato per questo nuovo equipaggio: gli attori sembrano tutti a proprio agio, in particolare Quinto riesce a essere freddo al punto giusto pur mostrando i dovuti conflitti. Sorprende Chris Pine nel ruolo di Kirk: quello che poteva essere il semplice belloccio di turno risulta alla fine un vero e proprio moccioso insopportabile troppo cresciuto, che imparerà a mantenere il sangue freddo nelle situazioni più incredibili.
Il problema principale del film è che, dovendosi concentrare soprattutto sulla nascita dell'equipaggio dell'Enterprise, Nero risulta un po' troppo marginale nella storia, non tanto come minaccia (che si manifesta sin dal prologo), quanto come motivazioni e approfondimento. La sua presenza sullo schermo è davvero minima, il che dispiace perché il ruolo di villain calza a pennello a Eric Bana.
Ottimi invece gli effetti visivi, opera della Industrial Light and Magic (che ha avuto sei mesi in più per perfezionare il tutto: il film era pronto a dicembre 2008). Grazie a essi e a trovate di fotografia interessanti (anche se forse un po' calcate) come l'uso continuo di lense flare e controluce (da notare persino le macchie sulle lenti nei titoli di coda, come a dare una patina di realismo persino alle sequenze di paesaggi stellari di cui si compongono), un universo che sulla carta potrebbe risultare poco credibile diventa realistico. Star Trek, infatti, non ci proietta in un futuro lontano che nulla ha a che vedere con il ventunesimo secolo, ma ci fa immaginare un futuro prossimo venturo dove il Golden Gate c'è ancora, la Nokia pure, il piccolo Kirk si diverte a buttare giù da un dirupo un'automobile d'epoca e il cantiere dell'Enterprise si trova in Iowa.
Ritmo serrato, azione, divertimento, effetti speciali e una storia basata sui personaggi: ingredienti, questi, che fanno di Star Trek un potenziale successo sia per i neofiti che per i fan della saga, e che sicuramente recluterà nuovi appassionati tra le schiere dei Trekkers...
ecco il trailer ufficiale: http://www.cinema.universalpictures.it/website/startrek/